L’hanno acquistata nel 1982, innamorati dalla bellezza del luogo e con un’idea originale per quei tempi. Un progetto che subito ha dimostrato la capacità imprenditoriale della famiglia Capitanio: realizzare in una villa padronale, un tempo residenza estiva della famiglia dei marchesi Terzi, una birreria che portasse il gusto dei sapori locali ed esteri in tutta la Bergamasca.

Severino Capitanio ha sempre saputo guardare oltre con entusiasmo e passione e ora tutta la famiglia Capitanio fa squadra per rendere Villa Canton un luogo di accoglienza e gusto: dal 1990 il palazzo d’epoca accoglie un ristorante molto noto e amato per l’arte con cui organizza eventi.
Ma torniamo alla storia: «Era la birreria più grande della Bergamasca – racconta Andrea Salvi, terza generazione, nipote di Severino e responsabile della comunicazione del locale di Trescore Balneario -. Era conosciuta fuori dalla nostra provincia per la selezione, le etichette straniere, la capacità di insegnare i sapori e degustare un prodotto a quei tempi ancora poco conosciuto, abbinato ai primi piatti della tradizione».
Ciò che attraeva il pubblico non era solo la birra, ma anche l’atmosfera e il luogo dove si poteva degustare: una casa padronale le cui fondamenta e cantine risalgono al Cinquecento, mentre il corpo centrale e le scuderie al Settecento. A occuparsene la famiglia, una rete indissolubile di sapere e conoscenza enogastronomica, con il culto del bello e del dettaglio. La padrona di casa è Carolina, figlia di Severino, responsabile della sala e volto noto per chi frequenta Villa Canton, affiancata da Sabina, moglie di Enrico Capitanio, mentre il re della cucina è il fratello Emanuel. «Siamo una squadra e dal 1990 questo ristorante si racconta per la bellezza del luogo, i suoi giardini all’italiana, le meravigliose sale affrescate, l’attenzione agli ospiti e una comunicazione sempre dinamica e appassionata».
Come la cucina: «Molto legata al territorio, con un richiamo alla tradizione bergamasca che abbiamo saputo valorizzare, con continue consulenze e aggiornamenti che hanno reso la nostra tavola capace di essere eclettica e ricca di gusto – continua Andrea Salvi -. Puntiamo alla qualità delle materie prime, seguiamo le stagioni e interpretiamo la tradizione con una cucina di alto livello, sofisticata, ma senza mai perdere la bontà del genuino». Un piatto speciale? «Sicuramente lo Spaghettoro Verrigni all’Astice canadese, ma anche la nostra Grigliata di pesce, molto richiesta e apprezzata».
Perché cucinare a Villa Canton è passione, entusiasmo:significa sperimentare grazie all’ampia scelta dei prodotti da utilizzare, con menu di degustazione che cambiano settimanalmente. «Il tutto accompagnato da una selezione di qualità di vini che noi chiamiamo “consapevoli” attenti ai dettami del regime biologico e biodinamico, fedeli il più possibili al concetto di vino naturale».
A Villa Cantone c’è quindi il sapore e c’è il luogo, che lasciano stupefatti, fanno innamorare: «Basta entrare dal cancello – continua Andrea Salvi -. Basta il colpo d’occhio, l’imponenza della Villa, la sua storia. Villa Canton ha la peculiarità di lasciare tutti senza fiato>> sorride e guarda mamma Carolina, attenta ai minimi dettagli, in un lavoro appassionato che è la sua quotidianità, il suo impegno continuo, imprescindibile dalla sua vita.
«La storia di Villa Canton sta nel primo sguardo che il luogo regala, nella prima emozione che l’ospite vive assaggiando un nostro piatto. Qui vogliamo che ciascuno possa trovare il suo sogno: per una sera, per tutte le sere che vorrà. C’è un’intera famiglia ad accoglierlo».

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