Le Goût è un termine francese: significa il gusto e per questo ristorante in via Masone, a Bergamo, è uno di quei concetti che rendono uniche le diverse pietanze. Le Goût è apprezzare la semplicità dei gesti quotidiani, passare momenti piacevoli con le persone a cui tieni, aprirsi a quelle che ancora non conosci.

Ognuno ha la sua storia
ogni locale il suo menu
Allo stesso prezzo

Esplora Bergamo attraverso un menu dedicato
100 euro a coppia

Un viaggio nei sapori di RistorantiBergamo
Una nuova promozione dal gusto speciale

Dal 15 aprile al 15 giugno 2024
Scegli tu su RistorantiBergamo.com

La promozione comprende

Tartare di gamberi rossi di Mazzara del Vallo con yogurt greco e verdure essiccate

Moscardini in umido con polenta croccante

Roll di melanzana alla parmigiana

Bon bon di riso su nido croccante di verdure e salsa senape

Ratatouille di verdure

Ravioli di scampi su crema di pomodorini datteri

Scarpinocc della tradizione bergamasca

Dolce “Daniela L”

Caffè

Per arricchire ulteriormente la tua esperienza, ti offriamo un calice di vino selezionato con cura
e una bottiglia d’acqua San Pellegrino o Bracca.

Promozione valida dal mezzogiorno fino a prima della mezzanotte, ad esclusione di sabato e domenica.

menu 100 euro a coppia ristoranti bergamo

La storia

Al centro della cucina c’è Idrissa Kaborè, nato in Burkina Faso e cresciuto a Genova. Ha un tono di voce pacato, una delicatezza nei modi di fare che al ristorante Le Goût di Bergamo sono anche l’espressione dei suoi piatti: tradizionali, elaborati e sperimentali, in un ambiente che invita a degustare piatti preparati con cura, in uno spazio informale e accogliente, dove le volte antiche, che fanno capolino dall’alto, si sposano con il candore dei tavoli bianchi e il ferro battuto delle finiture.
«Gli affreschi delle sale ci hanno colpito subito quando nel 2016 abbiamo scelto questa location: da Chiesa a luogo sconsacrato, questo spazio ci ha accolti e noi ora qui ci sentiamo a casa». Idrissa parla piano e sorride, racconta la bellezza del luogo e la sua vita intensa, fatta di sapori che si mescolano, aromi che non si dimenticano. «Dal 1991 sono cresciuto a Genova, avevo 12 anni. Ho imparato i sapori di questa terra, li ho fatti miei, li ho amati».
Di strada ne ha fatta, nelle cucine dei locali in giro per l’Italia e non solo, da Saint Tropez a Montecarlo, è finito pure a “La prova del cuoco” e a “Cuochi d’Italia” con Alessandro Borghese oltre ad altre trasmissioni di cucina.
Gli inizi sono indimenticabili: «Ai fornelli mi ci fece mettere la mia seconda mamma, Anna: da lei ho imparato a usare il mortaio per preparare il pesto alla genovese, ho impastato la mia prima pasta fresca e tiravo la sfoglia per fare i Mandilli al pesto genovese, piatto presente nel mio menù e richiestissimo».
E pensare che lui voleva fare il medico: «Ma avrei dovuto dipendere economicamente troppo dalla mia famiglia. Sono molto orgoglioso, non avrei mai potuto».
L’ingrediente segreto di Idrissa è la memoria: «Ognuno dei miei piatti contiene almeno un pizzico di memoria, con semplicità provo a raccontare una storia». Ecco perché, dalle storie di vita di Idrissa scaturiscono i piatti più amati, del suo cuore: «La gioia è un ingrediente che non manca mai nei miei piatti e che consente di riconoscerli» spiega lo chef che è una continua sorpresa, come i suoi piatti: «La cucina è il mio regno insieme a mia moglie Brunella, che condivide questa mia passione: viviamo di creatività. Mia cognata Gabriella ed Alice ospitali e solari si occupano della sala. Siamo una famiglia che ama ciò che fa, viviamo di tradizioni e sperimentazioni: il cibo è una strada di comunicazione tra le diverse culture e si sa che il legame fra cibo e cultura è qualcosa di universale, ancestrale e se vogliamo elementare».
Il menù è un mix tra i sapori del mondo francese, ligure, campano, terra di origine di Brunella: «Ho amalgamato i sapori intensi della cucina napoletana, ho assimilato ricette e ingredienti e creato nuovi piatti che scaturiscono dal mio provare e ricercare, ricordando e rispettando sempre le influenze bergamasche. Infatti nel mio menu sono presenti i Casoncelli, gli Scarpinocc ed il brasato che sollecitano ogni giorno la mia fantasia».
Questo è per Le Goût fare cultura attraverso la ristorazione: «La nostra cucina è mescolanza: è una straordinaria ricchezza e significa rispetto per gli altri, libertà di espressione, dignità umana e, cosa fondamentale, eguaglianza fra gli esseri umani».
La soddisfazione più grande? Leggere lo stupore, la meraviglia e la bellezza negli occhi dei nostri ospiti: questo perché abbiamo sempre pensato che la cucina sia un’arte, da rispettare, da vivere e offrire onestamente. Per fare bene e fare buono.
Con una peculiarità: il ristorante è anche bistrot e ha un orario, in estate, allungato nella giornata, coprendo il pomeriggio e offrendo ai tanti turisti a Bergamo un pasto in qualsiasi orario. Molto richiesti i Croque di chef Idrissa: il locale è infatti specializzato in numerose tipologie di Croque Monsieur, dal tradizionale alle varianti vegetariane, con un menù versatile per tutti i gusti e le esigenze, pensato per soddisfare chi va di fretta, chi ha voglia di qualcosa di sfizioso, chi cerca un locale dove parlare di lavoro o chi vuole regalarsi una cena romantica. Tutto ciò che si desidera, pensando a Le Goût come un filo conduttore tra storie diverse e in qualche modo connesse. Un luogo in cui sentirsi parte di qualcosa di più che un locale, quartiere, città o nazione. All’insegna del gusto.

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