Un’osteria dal sapore autentico, con una storia lontana e un progetto nuovo. La Vendemmia nasce così, a pochi passi dalle Mura Venete che custodiscono Città Alta, tra la Fara e l’ex chiesa di Sant’Agostino. Qui le parole chiave sono tradizione, identità e convivialità: è il nuovo locale del gruppo “Da Mimmo e Lina”, realtà radicata nel territorio bergamasco.
RistorantiBergamo festeggia il nuovo anno con una promozione
Dal 15 gennaio e fino al 29 marzo 50 euro a testa per un menu completo tutto incluso
Se il tavolo è di sole donne, 45 euro a testa.
Antipasto condiviso:
La nostra giardiniera
Frittatine di erbette e cicoria con mostarda al miele e senape all’antica
Crostoni di polenta fritta con fonduta di Stracchino all’Antica delle Valli Orobiche
Primo Piatto
Risotto alla milanese con midollo
Secondo Piatto
Guancia di manzo in cottura lenta con polenta di Mais Spinato di Gandino
e fior di cavolo fritto
Per concludere
Meringa con spuma di latte e crema di Rabarbaro Alpino
Inclusi acqua, un calice di vino e caffè
Menu valido per minimo di 2 persone, tutte le sere a cena. Escluso San Valentino.
La storia
È una storia che parla di Bergamo. Il ristorante, aperto nell’aprile 2025, ha preso vita in un edificio storico di Città Alta che per anni ha ospitato l’antica osteria Maggi. «Abbiamo fatto delle ricerche e risale al 1920 – spiega Massimo Amaddeo –. È un onore partire da un edificio che ha raccontato un’epoca e la storia di Città Alta, in un angolo suggestivo e bellissimo. Abbiamo voluto riaprire un luogo che è stato incontro e vita per generazioni di bergamaschi. Si pensi che negli anni Cinquanta era una frasca dove bere vino e stare insieme».
Il legame con il passato è stato mantenuto anche nella ristrutturazione, che ha ricreato un ambiente caldo e accogliente, dove le tradizioni di Bergamo si fondono con la convivialità della tavola. «Abbiamo ridato vita a un pezzo di un borgo nel borgo, ai piedi della Rocca, di fronte al campo da calcio di Sant’Agostino, dove la mia generazione giocava a pallone e si incontrava con gli amici».
La proposta gastronomica rende omaggio alla cucina bergamasca e italiana: piatti semplici ma curati, preparati con ingredienti di stagione e materie prime locali. L’offerta spazia dagli antipasti tipici ai piatti tradizionali fino a quelli stagionali: una novità per il gruppo che anche sulla Corsarola gestisce il ristorante Da Mimmo.
«Nel menu si trovano proposte che esaltano ingredienti di qualità e Dop del territorio, come gli gnocchetti con fonduta di Strachitunt e noci, la tarte tatin di patate e Branzi d’alpeggio, le frittatine di erbette e cicoria, i casoncelli e gli scarpinocc. Non mancano piatti stagionali come la guancia stufata, il risotto alla milanese secondo la ricetta della tradizione e la trippa».
Una cucina del territorio senza rigidità, all’insegna di autenticità e semplicità, dove la materia prima resta la base di ogni piatto. «Ma non solo: l’obiettivo del progetto non è soltanto la ristorazione, bensì la convivialità. Lo spazio interno accogliente e l’ampio esterno, per godere dell’atmosfera del cortile di un tempo, sono elementi di un’esperienza che racconta sapori e cultura locale in un clima autentico e familiare», continua Massimo, che ha avviato questa nuova avventura imprenditoriale ed enogastronomica insieme alla figlia Bianca, 25 anni, terza generazione di una famiglia che ha saputo costruire progetti di qualità legati al gusto e alla storia bergamasca.
«Abbiamo mantenuto il senso della casa di campagna, la sua identità e autenticità. Così abbiamo creato un ambiente che, per i bergamaschi, sia la riscoperta di un luogo di convivialità in Città Alta, lontano dalla folla, espressione dei valori e della storia di Bergamo. Desideriamo restituire ai bergamaschi un luogo dove ritrovarsi».
Per sentirsi a casa. E per riappropriarsi di un’identità dal sapore autentico che, in questa epoca, è un privilegio.