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I muri di pietra, l’ambiente intimo di un luogo dove fermare il tempo e staccare la spina. Per assaporare. La Tana di via San Lorenzo 25, in Città Alta a Bergamo, interpreta il territorio con una cucina attenta alle tradizioni, appassionata ma mai banale. «La nostra filosofia è quella di attingere dalla nostra storia, da una cultura culinaria che è già di per sé espressione di una buona tavola, con prodotti a chilometro zero, materie prime di eccellenza: crediamo nell’importanza di una cucina che permetta di assaporare il momento, di vivere intensamente i sapori, tutti da scoprire» spiega Alessandro Rodeschini, seconda generazione con Roberto, suo fratello e chef del locale.

Menu

ristoranti bergamo tiziano caravaggio peterzano

Due portate a scelta tra i piatti proposti

Cannolo ripieno di ricotta e rapa rossa, insalata di finocchi, taggiasche e arance
Lingua di manzo, noci, salsa verde, acciuga e cialda di mais

Gnocchi di pane, polpettine di mortadella della Favola, salvia e burro d’arachidi
Crespella di saraceno, cipolla bianca stufata, zola malghese e mandorle

Pecora gigante bergamasca in umido con fagiolo di Controne
Fagioli bianchi di Controne, senza pecora, con crostone di pane e spuma all’uovo

Dessert a scelta tra le proposte del giorno

Caffè
Acqua

Una bottiglia di vino a coppia tra le proposte dell’oste

€ 35,00 per persona

Condizioni della promozione

I posti sono limitati. Il menù sarà proposto su prenotazione e sarà disponibile tutti i giorni esclusi il sabato sera e ladomenica a pranzo.

I muri di pietra, l’ambiente intimo di un luogo dove fermare il tempo e staccare la spina. Per assaporare. La Tana di via San Lorenzo 25, in Città Alta a Bergamo, interpreta il territorio con una cucina attenta alle tradizioni, appassionata ma mai banale. «La nostra filosofia è quella di attingere dalla nostra storia, da una cultura culinaria che è già di per sé espressione di una buona tavola, con prodotti a chilometro zero, materie prime di eccellenza: crediamo nell’importanza di una cucina che permetta di assaporare il momento, di vivere intensamente i sapori, tutti da scoprire» spiega Alessandro Rodeschini, seconda generazione con Roberto, suo fratello e chef del locale.
«La memoria storica e culinaria è la mamma: parte da lei il sapere di una cucina territoriale, fatta di sperimentazione e ricerca» spiega ancora Alessandro. E’ infatti Teresa Bortolotti ad aver dato il là al ristorante, un’idea tutta familiare: «Quando abbiamo saputo che il precedente locale sarebbe stato chiuso, nel 2011 ci siamo fatti avanti e siamo partiti con il progetto». Il nome è quello storico, di sempre, ed è perfetto per la nuova filosofia dei fratelli Rodeschini: «Una cucina semplice che parte dalle nostre radici, con grandi eccellenze: la carne sicuramente, i formaggi delle nostre montagne, ma anche le nostre erbe spontanee da ripensare e riassaporare: il nostro menù è rappresentato da piatti tradizionali che si ripensano, si tornano a valorizzare, volgendo il passando alla contemporaneità» spiega Roberto mentre pensa ai suoi piatti di selvaggina, ai bolliti e stufati, ai tagli sempre diversi di carne proposti, con Alessandro che sottolinea: «Abbiamo intrapreso questo percorso: uscire dalla convenzione pur rispettando la tradizione. Anzi valorizzandola, perché significa riscoprire e mantenere punti fermi di riferimento».
Il tutto si spiega bene con uno dei piatti che non manca mai a La Tana, in qualsiasi stagione dell’anno: «Il Brasato – sorride -, e il segreto della nostra ricetta è la pazienza, il dialogo con quella carne di eccellenza che abbiamo in mano e dobbiamo capire, interpretare. Ci vuole tempo, esperienza, passione». La passione che c’è anche nel riaprire i libri di ricette del passato, espressione della territorialità, quella più nostrana, radicata, genuina: «Chi non ricorda gli Oselì Scapàcc? Sono storia del nostro territorio, e non solo, e raccontano di un passato che è cresciuto con la cacciagione e che ha saputo reinterpretare le ricette, le ha trasformate». Dagli uccelletti, quindi a involtini croccanti con la pancetta come Ada Boni scrisse nell’edizione del 1927 del suo famosissimo Talismano della felicità. Gli uccellini erano scappati al primo sparo, «erano volati così in alto che non si riusciva a trovarli neanche con il telescopio». «Così alla moglie del cacciatore era restato solo il ripieno, prontamente avvolto in fettine di carne» continua Alessandro che aggiunge: «La cultura gastronomica della Bergamasca in Città Alta permette un continuo confronto, che parla anche di vini». Tanto che il locale è stato rinominato «enoristorante»: «Per valorizzare il connubio cibo e vino, con una proposta ampia di etichette anche disponibili per la mescita al bicchiere, per un’offerta versatile in un percorso degustativo completo». Sempre con un unico obiettivo: «Qui vorremmo fermare il tempo, anche solo per poco. Per vivere il sapore, godendoselo».

Orari

lunedi

Chiuso

martedi

Chiuso / 19:00 - 22:00

mercoledi

12:00 - 14:30 / 19:00 - 22:00

giovedi

12:00 - 14:30 / 19:00 - 22:00

venerdi

12:00 - 14:30 / 19:00 - 22:00

sabato

12:00 - 14:30 / 19:00 - 22:00

domenica

12:00 - 14:30 / 19:00 - 22:00

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